Come Rallentare un Video

Oggi gli smartphone dominano nelle nostre abitudini, così come i video, che sono oramai diventati una quotidianità. Questo significa che potresti sentire l’esigenza di rallentare un video applicando, per esempio, l’effetto slow motion, magari per impreziosire una tua ripresa. Nonostante esistano delle applicazioni che lo fanno in presa diretta, a te potrebbe venire la voglia di farlo dopo. Sappi che esistono tantissimi programmi che ti consentono di rallentare un video, certo, nei casi che vedremo oggi non si tratta di software professionali, dunque se sei un video maker esperto dovrai necessariamente scegliere soluzioni avanzate, come per esempio Adobe After Effects. Se invece le tue necessità non raggiungono tali livelli, con questi programmi capirai come rallentare un video in pochissimo tempo e con una fatica pari a zero.

Kinovea è un ottimo programma per rallentare video. Una volta che lo avrai installato sul tuo computer, ti basterà avviarlo e successivamente cliccare sul pulsante Apri file video, fatto questo, dovrai selezionare il video ed applicare l’effetto manualmente, dato che non esiste un pulsante apposito. Devi solamente diminuire la velocità del video, che trovi in basso alla tua sinistra. Fatto questo, dovrai salvare il file rallentato e dunque avere un video con effetto moviola. Volendo, puoi anche decidere di accelerarlo, oppure di rallentarne solo una parte,per farlo devi selezionare la porzione di video che vuoi modificare impostando i due segnalibri blu all’inizio e alla fine della suddetta porzione, e dare avvio alle procedure. Infine, puoi anche fare lo zoom e addirittura disegnare sul video.

Se vuoi rallentare un video ma non desideri scaricare altri programmi, tranquillo, perché potrai farlo utilizzando Movie Maker, ovvero il programma di editing video incluso su Windows. Sappi che si tratta di un software molto semplice, dunque il suo utilizzo non è affatto complicato, quando avrai caricato il video che vuoi rallentare, dovrai cliccare sull’opzione Modifica e ancora una volta modificare la velocità di riproduzione, sfruttando le diverse voci che troverai all’interno del menu a tendina. Nel caso tu volessi rallentare solo una porzione di video, dovrai prima separarlo dalle altre scene selezionando il punto di inizio, cliccando sul pulsante Dividi, e ripetendo la stessa cosa anche alla fine dello spezzone che vuoi velocizzare. In questo modo potrai tagliare tante piccole scene e rallentarle singolarmente. Infine, non dimenticarti di salvare le modifiche.

Se sei un appassionato di video sul computer, sicuramente avrai già installato sul Pc VLC Media Player. Sappi che anche questo famoso programma può essere utilizzato per rallentare i video, e anche in questo caso di tratta di un’operazione semplice. Quando avrai aperto il tuo video con questo programma, dovrai andare sul menu Visualizza e successivamente cliccare su Barra di stato. Fatto questo, noterai la comparsa di una barra con una serie di opzioni prima assenti, questa barra ti consente di modificare la velocità del filmato, rallentandolo o accelerandolo, semplicemente aumentando la velocità o diminuendola. Purtroppo, la casella della barra è molto piccola e ti impedisce di definire nel dettaglio la velocità di un video, puoi risolvere questo problema attivando i controlli avanzati, sempre all’interno della scheda Visualizza, e cliccando su Fotogramma per fotogramma. Adesso sarai libero di rallentare il tuo video potendo contare su uno strumento molto più preciso e approfondito.

Veniamo adesso ad un caso diverso, alle volte, potresti sentire l’esigenza di rallentare un video che stai guardando su Internet, dunque realizzato da qualcun altro. Questo potrebbe esserti molto utile nel caso tu stia guardando una guida su YouTube, in modo tale da capire ogni singolo passaggio che l’autore del video sta effettuando. Puoi farlo sfruttando il sito YouTube Slow. Il suo funzionamento è semplicissimo, ti basterà copiare l’url del video che vuoi rallentare da YouTube, collegarti al sito in questione e incollare l’indirizzo all’interno della casella di testo apposita. Quando avrai fatto, potrai cliccare sul pulsante Slow It e guardare  il video di YouTube rallentato, così da potere cogliere ogni minimo dettaglio interessante. Ovviamente puoi anche decidere quale velocità impostare per lo slow motion, semplicemente utilizzando la barra apposita che troverai in fondo al video, in questo caso, però, dovrai alzare i valori per rallentare il video, e non diminuirli, come invece accade con le altre soluzioni viste in precedenza.

Come Misurare Tempo di Avvio di un Programma

Se utilizzi Windows, sicuramente saprai quanto possa essere frustrante accendere il Pc e dovere attendere tempi di avvio enormi, al punto da essere costretto ad andarti a preparare un caffè nell’attesa. Se ti sei stufato di dovere sottostare a questo fastidio, dovrai necessariamente intervenire sui tempi di avvio

La prima cosa da fare è capire perché il PC ci mette molto tempo ad avviarsi, e successivamente sarà possibile diminuire il tempo di caricamento dei programmi con avvio automatico, ovvero i principali responsabili dell’allungamento dei suddetti tempi. Oggi vedremo dunque come misurare il tempo di avvio di un programma, così da togliere quelli che impegnano più risorse in fase di accensione di Windows.

Come prima cosa, devi capire perché il PC rallenta in fatto di avvio. Questo problema può essere dovuto all’utilizzo di normali hard disk al posto delle unità di memoria SSD, decisamente più veloci in fase di lettura dati e caricamento dei programmi. Detto questo, i tempi di avvio di un sistema operativo dipendono sempre dai programmi che si aprono in automatico all’avvio del computer, tu ovviamente non puoi ridurre il tempo che impiega un software per avviarsi, ma puoi impedire a quelli più lenti di avviarsi quando accenderai il computer, così da velocizzarlo. Per compiere una selezione, dovrai dunque capire come misurare il tempo di avvio di un programma.

La prima cosa che devi fare è avviare il Task Manager, cliccando col tasto destro sulla barra delle applicazioni, che si trova in basso e che ospita le applicazioni aperte sul desktop Windows, e selezionando Gestione Attività oppure premento in contemporanea i tasti CTRL – Maiuscolo – Esc.

Fatto questo, dovrai premere sul pulsante Più dettagli, e successivamente sulla scheda Avvio. A questo punto ti ritroverai davanti ad una lista contenente tutti i software che si avviano in automatico all’accensione di Windows. Tramite questa scheda puoi anche selezionare quelli che non ti interessano e disattivarne l’opzione di avvio automatico, così da velocizzare immediatamente la partenza di Windows.

Ma ciò che interessa a te, in questo momento, è capire come misurare il tempo di avvio di un programma. Devi sapere che hai due strade,  puoi vedere in questa sezione l’impatto che ha un software sull’avvio di Windows, che può risultare basso, medio o alto, e che viene mostrato nella colonna Impatto di avvio. Più il livello è elevato, più quel programma impegna le risorse del sistema operativo quando accendi il Pc. Questa, però, non è una strada che ti consente di misurare con precisione i tempi di avvio di un software, può essere comunque molto utile, in quanto veloce e sbrigativa, anche se magari scarsamente precisa.

Se invece vuoi misurare con esattezza i tempi di avvio di un programma, devi scegliere la seconda strada. Come spiegato in precedenza, nella scheda Avvio è presente una colonna denominata Impatto di Avvio, dovrai cliccare col tasto destro del mouse sopra di essa, per poi selezionare la voce CPU all’avvio. Fatto questo, aggiungerai in automatico una nuova colonna, il cui scopo sarà misurare con precisione i tempi di avvio di un software, in millisecondi, dandoti così l’esatta dimensione dei tempi di avvio di un programma.

Adesso che sei riuscito ad aggiungere questa opzione, puoi anche cliccare su questa colonna per organizzare la lista dei programmi in ordine crescente o decrescente, così da vedere immediatamente quali sono i software che ci mettono più tempo per avviarsi. Puoi anche fare tu un calcolo e vedere con precisione quanti secondi o minuti impiega il tuo computer per avviarsi, semplicemente sommando i millisecondi totali.

Come Unire Due Partizioni

In questa guida spieghiamo come unire due partizioni presenti sull’hard disk.

Parliamo di un argomento davvero interessante, che necessita sia di una premessa generale sul perché di questa scelta, sia di un approfondimento sui mezzi pratici per potere unire due o più partizioni per creare un ambiente unico dove salvare tutti i tuoi dati, siano essi relativi al sistema operativo o alle tue operazioni quotidiane.

Cosa Significa Unire Due Partizioni

Quando compri un PC, spesso il produttore ha scelto di creare due ambienti separati all’interno dello stesso hard drive o dell’unità SSD, questi ambienti prendono il nome di partizioni, in quando dividono letteralmente in più parti la memoria.
Una partizione, in informatica, indica infatti la suddivisione logica di un’unità di memorizzazione.
Le diverse unità logiche in cui un disco viene diviso sono viste dal sistema operativo come unità separate e possono quindi essere gestite in modo indipendente.

Lo scopo di questa scelta è favorire l’utente, una parte di memoria viene infatti utilizzata esclusivamente per salvare i dati relativi al sistema operativo, mentre l’altra partizione rappresenta lo spazio su disco a tua disposizione per salvare qualsiasi file tu voglia. Inoltre, puoi essere tu stesso a creare altre partizioni, magari per testare un nuovo sistema operativo senza disinstallare quello principale.

Va poi aggiunto che questa scelta delle partizioni serve anche a proteggerti: nel caso il tuo sistema operativo dovesse avere un problema, potresti resettare la sua partizione senza per questo perdere i tuoi dati, salvati invece sulla partizione utente.

Motivi per Cui Unire Partizioni

Cerchiamo di capire i motivi per cui potresti volere cambiare le scelte del produttore e unire due partizioni. Magari semplicemente per guadagnare spazio sull’hard disk. Magari hai già sfruttato grande parte della memoria presente sulla partizione utente, e vorresti anche attingere da quella dedicata al sistema operativo, praticamente vuota.

Potresti anche fare questa scelta per una semplice questione di gusti e di preferenze, soprattutto se vuoi avere il totale controllo della memoria del tuo dispositivo, e gestirla come ti pare senza limiti o imposizioni esterne.

Come Unire Due Partizioni

Adesso che sai tutto sulle partizioni, non ti resta altro da fare che scoprire come unire.

Come prima cosa, sappi che potrai farlo solo se le due partizioni sono presenti all’interno di un unico disco HDD o SSD. Inoltre, prima di procedere devi salvare tutti i dati presenti sulla partizione utente, effettuando un backup o salvandoli su un hard disk esterno, perché il nostro scopo è quello di eliminarla per potere espandere la partizione principale.

Quando ti sentirai pronto, la prima cosa che dovrai fare sarà aprire lo strumento Gestione Disco su Windows, magari cercandolo direttamente dalla barra di ricerca presente vicino al pulsante Start. Per fare questo basta digitare diskmgmt.msc e premere invio.

Fatto questo, vedrai aprirsi una finestra contenente la lista di tutte le unità di memoria presenti sul tuo computer, qui troverai non solo le unità esterne, ma anche le partizioni. Se non ne hai create di aggiuntive, le uniche due che troverai saranno la partizione Data, generalmente indicata da D:, e la partizione del sistema operativo, indicata da C:, come ti abbiamo già spiegato, il tuo obiettivo è eliminare la partizione dati a favore di quella del sistema operativo.

Il prossimo passo è molto semplice, seleziona la partizione da eliminare e fai click col tasto destro del mouse. Dal menu a tendina, scendi fino in fondo e seleziona la voce Elimina volume. Stai attento quando lo fai, e assicurati di avere salvato tutti i dati più importanti, perché una volta che darai la conferma all’operazione, non potrai più tornare indietro. Quando avrai cancellato la partizione, potrai notare all’interno della cartella la scomparsa di questo, adesso avrai solo l’altra partizione.

Vediamo quindi come espandere la partizione rimasta. Anche in questo caso, l’operazione è incredibilmente semplice: selezionala e cliccaci sopra col tasto destro del mouse, facendo poi click sulla voce Espandi volume, in questo modo autorizzerai il sistema operativo ad espandere la partizione occupando tutto lo spazio presente sulla tua unità di memoria fisica, creando un unico ambiente all’interno del quale salvare tutti i tuoi dati, senza ovviamente toccare quelli relativi al sistema operativo. Sappi anche che non dovrai nemmeno riavviare il tuo computer, perché le modifiche che hai effettuato saranno operative sin da subito.

Risulta essere possibile unire due partizioni anche utilizzando dei software appositi, che ti concedono dei vantaggi aggiuntivi, ma che richiedono anche più tempo per effettuare questa operazione. Procedendo manualmente sei costretto a cancellare i file di una delle due partizioni, mentre con i programmi specifici puoi unire le due partizioni evitando di cancellare nulla. In realtà gli stessi programmi non sono in grado di unirle fisicamente, ma semplicemente spostano i file della partizione che viene cancellata su una cartella temporanea, e quando hanno eliminato l’ambiente provvedono a copiare i file salvati all’interno della partizione rimasta. Però, come detto, questa è una operazione che richiede molto tempo.

Tra i programmi che permettono di unire partizioni segnaliamo Partition Master, disponibile anche in una versione gratuita. Il programma è molto semplice da utilizzare, basta avviarlo, selezionare la partizione secondaria da unire a quella primaria e scegliere Merge partition dal menu.
I file della partizione secondaria vengono archiviati in una cartella della partizione primaria.