Come Misurare Tempo di Avvio di un Programma

Se utilizzi Windows, sicuramente saprai quanto possa essere frustrante accendere il Pc e dovere attendere tempi di avvio enormi, al punto da essere costretto ad andarti a preparare un caffè nell’attesa. Se ti sei stufato di dovere sottostare a questo fastidio, dovrai necessariamente intervenire sui tempi di avvio

La prima cosa da fare è capire perché il PC ci mette molto tempo ad avviarsi, e successivamente sarà possibile diminuire il tempo di caricamento dei programmi con avvio automatico, ovvero i principali responsabili dell’allungamento dei suddetti tempi. Oggi vedremo dunque come misurare il tempo di avvio di un programma, così da togliere quelli che impegnano più risorse in fase di accensione di Windows.

Come prima cosa, devi capire perché il PC rallenta in fatto di avvio. Questo problema può essere dovuto all’utilizzo di normali hard disk al posto delle unità di memoria SSD, decisamente più veloci in fase di lettura dati e caricamento dei programmi. Detto questo, i tempi di avvio di un sistema operativo dipendono sempre dai programmi che si aprono in automatico all’avvio del computer, tu ovviamente non puoi ridurre il tempo che impiega un software per avviarsi, ma puoi impedire a quelli più lenti di avviarsi quando accenderai il computer, così da velocizzarlo. Per compiere una selezione, dovrai dunque capire come misurare il tempo di avvio di un programma.

La prima cosa che devi fare è avviare il Task Manager, cliccando col tasto destro sulla barra delle applicazioni, che si trova in basso e che ospita le applicazioni aperte sul desktop Windows, e selezionando Gestione Attività oppure premento in contemporanea i tasti CTRL – Maiuscolo – Esc.

Fatto questo, dovrai premere sul pulsante Più dettagli, e successivamente sulla scheda Avvio. A questo punto ti ritroverai davanti ad una lista contenente tutti i software che si avviano in automatico all’accensione di Windows. Tramite questa scheda puoi anche selezionare quelli che non ti interessano e disattivarne l’opzione di avvio automatico, così da velocizzare immediatamente la partenza di Windows.

Ma ciò che interessa a te, in questo momento, è capire come misurare il tempo di avvio di un programma. Devi sapere che hai due strade,  puoi vedere in questa sezione l’impatto che ha un software sull’avvio di Windows, che può risultare basso, medio o alto, e che viene mostrato nella colonna Impatto di avvio. Più il livello è elevato, più quel programma impegna le risorse del sistema operativo quando accendi il Pc. Questa, però, non è una strada che ti consente di misurare con precisione i tempi di avvio di un software, può essere comunque molto utile, in quanto veloce e sbrigativa, anche se magari scarsamente precisa.

Se invece vuoi misurare con esattezza i tempi di avvio di un programma, devi scegliere la seconda strada. Come spiegato in precedenza, nella scheda Avvio è presente una colonna denominata Impatto di Avvio, dovrai cliccare col tasto destro del mouse sopra di essa, per poi selezionare la voce CPU all’avvio. Fatto questo, aggiungerai in automatico una nuova colonna, il cui scopo sarà misurare con precisione i tempi di avvio di un software, in millisecondi, dandoti così l’esatta dimensione dei tempi di avvio di un programma.

Adesso che sei riuscito ad aggiungere questa opzione, puoi anche cliccare su questa colonna per organizzare la lista dei programmi in ordine crescente o decrescente, così da vedere immediatamente quali sono i software che ci mettono più tempo per avviarsi. Puoi anche fare tu un calcolo e vedere con precisione quanti secondi o minuti impiega il tuo computer per avviarsi, semplicemente sommando i millisecondi totali.

Come Unire Due Partizioni

In questa guida spieghiamo come unire due partizioni presenti sull’hard disk.

Parliamo di un argomento davvero interessante, che necessita sia di una premessa generale sul perché di questa scelta, sia di un approfondimento sui mezzi pratici per potere unire due o più partizioni per creare un ambiente unico dove salvare tutti i tuoi dati, siano essi relativi al sistema operativo o alle tue operazioni quotidiane.

Cosa Significa Unire Due Partizioni

Quando compri un PC, spesso il produttore ha scelto di creare due ambienti separati all’interno dello stesso hard drive o dell’unità SSD, questi ambienti prendono il nome di partizioni, in quando dividono letteralmente in più parti la memoria.
Una partizione, in informatica, indica infatti la suddivisione logica di un’unità di memorizzazione.
Le diverse unità logiche in cui un disco viene diviso sono viste dal sistema operativo come unità separate e possono quindi essere gestite in modo indipendente.

Lo scopo di questa scelta è favorire l’utente, una parte di memoria viene infatti utilizzata esclusivamente per salvare i dati relativi al sistema operativo, mentre l’altra partizione rappresenta lo spazio su disco a tua disposizione per salvare qualsiasi file tu voglia. Inoltre, puoi essere tu stesso a creare altre partizioni, magari per testare un nuovo sistema operativo senza disinstallare quello principale.

Va poi aggiunto che questa scelta delle partizioni serve anche a proteggerti: nel caso il tuo sistema operativo dovesse avere un problema, potresti resettare la sua partizione senza per questo perdere i tuoi dati, salvati invece sulla partizione utente.

Motivi per Cui Unire Partizioni

Cerchiamo di capire i motivi per cui potresti volere cambiare le scelte del produttore e unire due partizioni. Magari semplicemente per guadagnare spazio sull’hard disk. Magari hai già sfruttato grande parte della memoria presente sulla partizione utente, e vorresti anche attingere da quella dedicata al sistema operativo, praticamente vuota.

Potresti anche fare questa scelta per una semplice questione di gusti e di preferenze, soprattutto se vuoi avere il totale controllo della memoria del tuo dispositivo, e gestirla come ti pare senza limiti o imposizioni esterne.

Come Unire Due Partizioni

Adesso che sai tutto sulle partizioni, non ti resta altro da fare che scoprire come unire.

Come prima cosa, sappi che potrai farlo solo se le due partizioni sono presenti all’interno di un unico disco HDD o SSD. Inoltre, prima di procedere devi salvare tutti i dati presenti sulla partizione utente, effettuando un backup o salvandoli su un hard disk esterno, perché il nostro scopo è quello di eliminarla per potere espandere la partizione principale.

Quando ti sentirai pronto, la prima cosa che dovrai fare sarà aprire lo strumento Gestione Disco su Windows, magari cercandolo direttamente dalla barra di ricerca presente vicino al pulsante Start. Per fare questo basta digitare diskmgmt.msc e premere invio.

Fatto questo, vedrai aprirsi una finestra contenente la lista di tutte le unità di memoria presenti sul tuo computer, qui troverai non solo le unità esterne, ma anche le partizioni. Se non ne hai create di aggiuntive, le uniche due che troverai saranno la partizione Data, generalmente indicata da D:, e la partizione del sistema operativo, indicata da C:, come ti abbiamo già spiegato, il tuo obiettivo è eliminare la partizione dati a favore di quella del sistema operativo.

Il prossimo passo è molto semplice, seleziona la partizione da eliminare e fai click col tasto destro del mouse. Dal menu a tendina, scendi fino in fondo e seleziona la voce Elimina volume. Stai attento quando lo fai, e assicurati di avere salvato tutti i dati più importanti, perché una volta che darai la conferma all’operazione, non potrai più tornare indietro. Quando avrai cancellato la partizione, potrai notare all’interno della cartella la scomparsa di questo, adesso avrai solo l’altra partizione.

Vediamo quindi come espandere la partizione rimasta. Anche in questo caso, l’operazione è incredibilmente semplice: selezionala e cliccaci sopra col tasto destro del mouse, facendo poi click sulla voce Espandi volume, in questo modo autorizzerai il sistema operativo ad espandere la partizione occupando tutto lo spazio presente sulla tua unità di memoria fisica, creando un unico ambiente all’interno del quale salvare tutti i tuoi dati, senza ovviamente toccare quelli relativi al sistema operativo. Sappi anche che non dovrai nemmeno riavviare il tuo computer, perché le modifiche che hai effettuato saranno operative sin da subito.

Risulta essere possibile unire due partizioni anche utilizzando dei software appositi, che ti concedono dei vantaggi aggiuntivi, ma che richiedono anche più tempo per effettuare questa operazione. Procedendo manualmente sei costretto a cancellare i file di una delle due partizioni, mentre con i programmi specifici puoi unire le due partizioni evitando di cancellare nulla. In realtà gli stessi programmi non sono in grado di unirle fisicamente, ma semplicemente spostano i file della partizione che viene cancellata su una cartella temporanea, e quando hanno eliminato l’ambiente provvedono a copiare i file salvati all’interno della partizione rimasta. Però, come detto, questa è una operazione che richiede molto tempo.

Tra i programmi che permettono di unire partizioni segnaliamo Partition Master, disponibile anche in una versione gratuita. Il programma è molto semplice da utilizzare, basta avviarlo, selezionare la partizione secondaria da unire a quella primaria e scegliere Merge partition dal menu.
I file della partizione secondaria vengono archiviati in una cartella della partizione primaria.

Pc si Spegne da Solo – Cosa Fare

Un problema che può affliggere il computer è il riavvio automatico o lo spegnimento improvviso. Quando questo accade, il disco rigido potrebbe subire dei danni e ovviamente farci perdere dati molto importanti, può anche accadere che lo spegnimento avvenga mentre stiamo lavorando ad un documento, dunque farci correre il rischio che le modifiche non salvate vadano perse per sempre.

Oggi vedremo dunque tutte le cause per cui il Pc si spegne da solo, e le soluzioni per evitare che ciò possa nuovamente accadere in futuro.

Surriscaldamento

Il surriscaldamento dei componenti hardware del computer è spesso la causa principale dello spegnimento improvviso di un Pc. Questo è dovuto al fatto che, superate certe temperature, il sistema non riesce più a gestire l’energia e per evitare ulteriori danni segnala al computer di spegnersi da solo, o in alternativa la comparsa di una schermata blu che comunica il problema e che invita l’utente a spegnere o a riavviare il computer. Vediamo da cosa può dipendere il surriscaldamento, e come porvi rimedio.

Il surriscaldamento è colpa della polvere
La polvere può diventare un nemico per i nostri computer, soprattutto per la ventola, ovvero il meccanismo responsabile del raffreddamento e della ventilazione dei componenti interne di un computer. La polvere, infatti, può depositarsi sulle eliche della ventola o sulle sue giunture, rallentandola e nei casi peggiori bloccandola, se la ventola non funziona, il computer non può essere raffreddato e di conseguenza si spegne, rallenta o si riavvia da solo.
Per questo motivo, il consiglio che possiamo darti è di provvedere ad una pulizia generale e periodica dei componenti interni dalla polvere, questa è un’operazione molto semplice nel caso tu abbia un computer desktop, mentre per i portatili può diventare più complicata e delicata.

Come raffreddare un computer
Alle volte la ventola interna del laptop o del PC potrebbe non bastare per raffreddare le componenti hardware. In questo caso, basta semplicemente comprare una base dotata di ventole per il laptop, così da aumentare il raffreddamento, o di aggiungere ulteriori ventole al case del computer. Esistono prodotti sul mercato di grande qualità, che riescono ad abbattere il 40% del calore generato dall’hardware.

Questo è un consiglio rivolto in particolare a chi utilizza il PC per lavoro, manipolando video o foto con programmi che richiedono un massiccio utilizzo delle risorse, e anche per chi usa il pc per giocare, dato che i videogame più avanzati sono in grado di stressare GPU e CPU. In alternativa, se il responsabile non è la polvere, e se hai già aperto il computer per rimuoverla, noi ti consigliamo di utilizzare la pasta termica applicandola sulla GPU e sul processore del computer, la suddetta pasta ha infatti lo scopo di favorire la dispersione del calore.

Se la polvere non sembra essere la responsabile del Pc che si spegne da solo, e se la pasta termica non pare avere migliorato la situazione, esistono comunque altri metodi per intervenire sul surriscaldamento delle componenti interne del computer. Innanzitutto potresti attivare la funzione di risparmio energetico, così da stressare meno il PC o il laptop e dunque abbattere il surriscaldamento della CPU e della GPU.

Siccome questa operazione rallenta il computer, noi ti consigliamo di personalizzare il risparmio dell’energia impostandolo al 50%, per evitare di rendere il computer troppo lento per essere utilizzato. Lo stesso discorso vale per la scheda video, il consiglio è di aprire il software proprietario della GPU e di impostarne un utilizzo che diminuisca la qualità in favore delle prestazioni. Così facendo, però, non potrai per esempio sfruttare al massimo i videogiochi.

Programmi

Spesso la soluzione al problema del Pc che si spegne da solo è dovuta all’eliminazione dei virus e del malware. Alcuni di questi programmi malevoli possono infatti fare surriscaldare bloccare il computer, per costringerti a riavviarlo in seguito a blocchi o a riavviarlo dopo gli spegnimenti. Altre volte, invece, eseguono dei comandi che intervengono spegnendolo. In questo caso la risposta è piuttosto ovvia: scarica un ottimo programma antivirus e controlla il sistema alla ricerca di virus e malware. Dovesse dipendere da loro, è molto probabile che risolverai qualsiasi problema utilizzando questa strategia.

In ogni caso, non utilizzare mai più di un antivirus allo stesso momento, i software che svolgono le medesime funzioni, se attivati in contemporanea, possono generare conflitti in quanto utilizzano le medesime risorse, e creare problemi.

Periferiche

A livello hardware, anche le componenti esterne di un computer possono generare conflitti, soprattutto quando sono danneggiate o hanno un problema a livello software, dunque nei driver proprietari. Se lo spegnimento dipende da una periferica, ti basterà collegare solo il mouse e staccare device esterni come ad esempio la tastiera, la stampante, la webcam o altro. Collegandoli uno a uno, se il problema dipende da una periferica danneggiata, ti accorgerai appena avrai nuovamente collegato il dispositivo al tuo computer.

Come già anticipato, il problema potrebbe riguardare le periferiche, ma non necessariamente a livello di hardware, anche i driver potrebbero essere corrotti o non aggiornati, e questo potrebbe causare dei conflitti o dei malfunzionamenti. In questo caso, dovresti provare a disinstallarli o ad aggiornarli, potresti risolvere il problema del Pc che si spegne da solo.

Modalità Provvisoria

Il problema potrebbe comunque essere a livello di software o di driver, ma potresti non essere in grado di trovarlo così facilmente. Se hai già provato ad eliminare i programmi in conflitto, a reinstallare o aggiornare i driver, o a cercare eventuali virus responsabili del PC che si spegne da solo, ma non hai trovato nulla, allora hai ancora una carta da giocarti, avviare il Pc in modalità provvisoria per verificare che funzioni correttamente.

Se lo fa, significa che il problema dipende dai programmi, dai virus o dai driver: in questo caso, visto che non riesci a trovarli, l’unica cosa da fare è tentare un backup dell’hard disk e reinstallare il sistema operativo.

Alimentatore

Spesso ci dimentichiamo dell’alimentatore: il dispositivo responsabile dell’apporto energetico al computer, e dunque il principale indiziato della scorretta gestione del calore. Nel caso avessi un laptop, potresti vedere se si surriscalda in modo non normale e sostituirlo, la situazione nei computer è invece più complicata, perché l’alimentatore è interno.

Se hai provato di tutto e se il Pc continua ad avere questo problema, il consiglio finale che possiamo darti è di rivolgerti ad un professionista che sappia esattamente dove mettere le mani, spenderai soldi, ma almeno avrai la certezza di risolvere il problema del Pc che si spegne da solo.